Previsioni meteo provincia di Cuneo per mercoledì 15/07/2026
Pomeriggio temporalesco, domani nuovi possibili focolai
Piccolo preavviso per domani, giovedì 16 luglio
Tra il tardo pomeriggio e la sera di domani, giovedì 16 luglio, non si esclude il transito di isolati temporali in risalita dal Mar Ligure occidentale, soprattutto tra Imperiese e Savonese, con successiva possibile evoluzione verso il basso Piemonte, dove i fenomeni potrebbero tendere a intensificarsi.
Si tratta tuttavia di un'evoluzione ancora a bassa prevedibilità, che dipenderà da dettagli mesoscalari e andrà quindi seguita nei prossimi aggiornamenti e nel nowcasting.
Intanto vi lasciamo una carta con le aree che, allo stato attuale, presentano il maggiore potenziale di interessamento.
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Vista la complessa natura del pomeriggio odierno, trovate il bollettino in doppia edizione: tecnica e divulgativa.
Basta scorrere più in basso per cercare il bollettino semplice.
OUTLOOK TECNICO – TEMPORALI ORGANIZZATI SU NORD-OVEST E ALTO TIRRENO
Validità: pomeriggio-sera di mercoledì 15 luglio 2026
1. Quadro sinottico
Il Nord-Ovest italiano si colloca lungo il bordo orientale del promontorio subtropicale, dove una debole ondulazione del flusso occidentale favorisce un progressivo incremento della ventilazione sud-occidentale alle medie quote.
L'ingresso di aria leggermente più fresca in quota, unito alla persistenza di masse d'aria molto calde e umide nei bassi strati, determina un sensibile aumento dell'instabilità potenziale.
La forzante sinottica rimane relativamente modesta; di conseguenza l'evoluzione convettiva sarà governata prevalentemente dai processi mesoscalari.
2. Analisi mesoscalare
L'evoluzione del campo di vento nei bassi strati evidenzia un progressivo rinforzo della ventilazione meridionale sul Mar Ligure, con successiva penetrazione del marino verso l'interno.
Durante il pomeriggio tale flusso tende a interagire con:
brezze vallive alpine;
outflow prodotti dalle prime celle;
convergenze locali lungo le pedemontane piemontesi.
L'aspetto più significativo non è rappresentato dalla presenza di una singola linea di convergenza ben definita, quanto dalla progressiva deformazione del campo di vento indotta dalla stessa attività convettiva.
Lo sviluppo dei primi temporali modifica infatti la circolazione locale attraverso le cold pool, favorendo la nascita di nuove convergenze capaci di sostenere una progressiva organizzazione dei sistemi convettivi.
3. Analisi termodinamica
I pseudo-sondaggi AROME mostrano un ambiente estremamente favorevole alla convezione profonda.
Nelle ore centrali della giornata risultano diffusamente presenti:
CAPE compreso tra 3000 e oltre 4500 J/kg;
lapse rate di circa 8–9 °C/km;
PWAT superiore ai 40 mm;
elevato contenuto di umidità nei bassi strati.
L'energia disponibile risulta quindi ampiamente sufficiente a sostenere intense correnti ascensionali.
L'analisi verticale mette inoltre in evidenza intrusioni di aria più secca tra circa 650 e 500 hPa.
Queste non sembrano limitare l'innesco della convezione, ma vengono progressivamente intercettate durante la fase di maturazione delle celle.
L'ingresso di aria secca favorisce il raffreddamento evaporativo delle precipitazioni, incrementando l'efficienza dei downdraft e delle cold pool.
Nel corso della seconda parte del pomeriggio aumenta quindi la probabilità di assistere a processi di upscale growth, con progressiva aggregazione delle celle in sistemi convettivi più organizzati.
Il progressivo consumo del CAPE durante il ciclo convettivo non implica necessariamente una riduzione del rischio severo, poiché parte dell'energia disponibile viene progressivamente sostituita da una crescente organizzazione dinamica del sistema.
4. Evoluzione convettiva prevista
La precipitazione simulata viene utilizzata esclusivamente come verifica della risposta del modello agli ingredienti analizzati in precedenza e non come previsione quantitativa degli accumuli.
Le simulazioni AROME e ICON propongono un'evoluzione coerente con il quadro sinottico e mesoscalare.
Tra le prime ore del pomeriggio l'attività convettiva dovrebbe limitarsi prevalentemente ai rilievi alpini e prealpini, con particolare riferimento alle pedemontane occidentali del Piemonte.
In questa fase il boundary layer appare ancora localmente cappato, come suggerito dai pseudo-sondaggi sulle Alpi Cozie, ritardando l'innesco della convezione più profonda.
Successivamente, con il progressivo indebolimento del capping e l'interazione tra outflow e convergenze nei bassi strati, le celle tenderanno ad aumentare sia di numero sia di organizzazione.
Tra il tardo pomeriggio e la sera appare possibile la formazione di sistemi multicellulari organizzati, localmente in grado di assumere caratteristiche lineari durante la propagazione verso levante.
5. Principali fenomeni attesi
Nel primo pomeriggio è atteso l'avvio della convezione sulle Alpi Cozie, dove i primi cumuli congesti potranno rapidamente evolvere in celle temporalesche.
Solo successivamente, con il progressivo indebolimento del capping e l'interazione tra outflow e convergenze nei bassi strati, l'attività convettiva tenderà a estendersi verso le pedemontane e, nel corso del tardo pomeriggio, a organizzarsi in sistemi più strutturati.
L'ambiente risulta favorevole a:
grandinate localmente anche di medie dimensioni;
raffiche convettive intense, associate ai downdraft e alle cold pool;
precipitazioni molto intense concentrate in intervalli temporali relativamente brevi;
frequente attività elettrica.
I fenomeni più severi tenderanno a concentrarsi nelle aree interessate dalla maggiore interazione tra convergenze nei bassi strati e organizzazione convettiva.
6. Livello di confidenza
La confidenza appare medio-alta riguardo allo sviluppo di temporali organizzati sul comparto alpino e pedemontano.
Permane invece una maggiore incertezza nella localizzazione esatta dei nuclei più intensi, fortemente dipendente dall'evoluzione delle convergenze mesoscalari e dalle interazioni tra le cold pool.
Bollettino semplice
TEMPORALI IN ARRIVO SU PIEMONTE E NORD-OVEST: NEL POMERIGGIO OSSERVATA ANCHE LA LIGURIA
Per oggi il Nord-Ovest si trova in una situazione favorevole allo sviluppo di temporali anche forti.
L'aria nei bassi strati è infatti molto calda e ricca di umidità, mentre in quota affluirà aria leggermente più fresca. Questo contrasto creerà, nel corso della giornata, un ambiente sempre più favorevole allo sviluppo della convezione.
La mattinata trascorrerà senza particolari novità, ma dal primo pomeriggio la situazione inizierà lentamente a cambiare.
Tra le 13:00 e le 14:00 i primi temporali dovrebbero svilupparsi sulle Alpi Cozie, lungo il confine tra Piemonte e Francia. In questa fase si tratterà di fenomeni legati soprattutto ai rilievi, mentre le pianure rimarranno ancora in gran parte escluse.
Con il passare delle ore le celle temporalesche tenderanno ad aumentare sia di numero sia di intensità, estendendosi gradualmente verso le pedemontane piemontesi. Tra il tardo pomeriggio e la serata alcuni temporali potranno organizzarsi in sistemi più strutturati, capaci di propagarsi verso levante.
È proprio in questa fase che seguiremo con particolare attenzione anche la Liguria.
L'evoluzione dipenderà dall'interazione tra le correnti marine, i venti generati dai primi temporali e le convergenze che potranno svilupparsi nel corso del pomeriggio. Si tratta di meccanismi che possono modificare sensibilmente il percorso e l'intensità dei sistemi temporaleschi.
Al momento non è possibile stabilire con precisione quali zone della Liguria saranno eventualmente coinvolte, ma sulla base delle analisi attuali la probabilità di interessamento aumenta progressivamente procedendo verso est di Capo Noli, dove l'eventuale propagazione dei sistemi convettivi appare più probabile rispetto all'estremo Ponente.
Quali saranno i fenomeni più probabili?
Le condizioni atmosferiche favoriscono soprattutto:
raffiche di vento anche molto intense durante il passaggio dei temporali;
grandinate localmente di medie dimensioni;
rovesci molto intensi concentrati in poco tempo;
frequente attività elettrica.
Questo non significa che tutte le località saranno interessate dai fenomeni più intensi. I temporali estivi sono infatti fenomeni molto variabili e, anche in giornate favorevoli, pochi chilometri possono fare una grande differenza.
Perché oggi prestiamo particolare attenzione?
Non tanto perché siano previsti temporali ovunque, quanto perché l'atmosfera presenta diversi ingredienti favorevoli alla loro organizzazione.
Quando questi elementi si combinano, aumenta la probabilità che alcuni temporali riescano a diventare più intensi rispetto ai classici rovesci estivi, con fenomeni localmente severi.
Per questo motivo il monitoraggio in tempo reale sarà fondamentale: la posizione dei primi temporali influenzerà l'evoluzione dell'intero sistema nel corso del pomeriggio e della serata. Eventuali aggiornamenti saranno pubblicati qualora l'evoluzione lo rendesse necessario.



